Come si Diventa Panettiere?

Non è necessario possedere un titolo di studio particolare, è sufficiente aver assolto l’obbligo scolastico.
Chi vuole diventare panettiere deve però frequentare un corso di panificazione o svolgere un periodo di apprendistato presso panifici o imprese alimentari del settore.

Corso Panettiere

Il corso per panettiere è rivolto a coloro che intendono diventare dei professionisti nel settore dell’arte bianca. Il corso è intensivo si svolge direttamente sul campo, cioè dentro un vero laboratorio, dove s’impareranno tutti i procedimenti per poter poi sviluppare in autonomia una volta completato il corso, questa professione. Una volta completato il corso offriamo un ulteriore periodo di pratica per migliorare la propria manualità.

E’ un corso prettamente a numero chiuso 1 o 2 persone per volta, in cui gli allievi avranno modo di apprendere e poi realizzare diversi tipi di pane, partendo dalla pesatura degli ingredienti fino ad arrivare alla cottura del prodotto.

E’ un corso completo: dalla conoscenza delle materie prime alla produzione di molte varietà di pani e prodotti di panificazione.
Al termine verrà rilasciato un nostro “Attestato di Panificatore”.

Requisiti Corso Panettiere

Per partecipare al corso è necessario essere maggiorenni. Per gli iscritti stranieri,occorre saper leggere e comprendere la lingua Italiana. Possedere una sana e robusta costituzione.

Programma Corso Panettiere

  • Pani nazionali, pani regionali e internazionali 
  • Prodotti lievitati 
  • Impasti diretti e indiretti, bighe, poolish, autolisi
  • Tecniche di manipolazione dell’impasto 
  • Lavorazione Impasto
  • Uso delle principali tipologie delle attrezzature e dei macchinari per la lavorazione dell’impasto, la lievitazione e la cottura 
  • Regole pratiche d'igiene 
  • Ogni giorno pratica in un vero PANIFICIO

Durata del Corso

20 giorni circa per 5 ore al giorno circa.
Teoria e Pratica applicata sempre in panetteria dal primo all’ultimo giorno.

Dopo il Corso

Il nostro consiglio è quello di cercare un impiego da dipendente per perfezionare la manualità ed acquisire più esperienza ed una buona riserva economica, per un periodo di almeno 2 anni, perché per mettersi in proprio specialmente in questo settore occorre esperienza ed una buona disponibilità economica, l’aiuto delle banche dev’essere complementare.

Per aprire un’attività in proprio bisogna:

  • Richiedere la domanda di attribuzione del numero di codice fiscale e dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate
  • Richiedere autorizzazione sanitaria, riferita ai locali, rilasciata dalla competente Azienda Sanitaria Locale
  • Richiedere Autorizzazione comunale (art. 20, legge n. 241/1990)
  • Richiedere Licenza rilasciata dall’Ufficio Tecnico di Finanza (U.T.F.), nel caso di vendita, sotto qualsiasi forma, di prodotti alcolici o superalcolici
  • Richiedere domanda di iscrizione nel Registro delle Imprese con denuncia di inizio attività al Repertorio Economico Amministrativo (REA)
  • Richiedere iscrizione all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali presso l’Inail
  • Richiedere iscrizione nella gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali presso l’Inps

N.B. Per quanto riguarda l’ex iscrizione nel Registro degli esercenti il commercio (REC) per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, tre Regioni, e precisamente, la Regione Emilia-Romagna, Lombardia e Marche, hanno emanato tre nuove leggi concernenti una nuova disciplina in materia di pubblici esercizi.
Inoltre con l’ articolo 3 D.L. 4 luglio 2006, n. 223 è stato stabilito che le attività commerciali, individuate dal D. Lgs. n. 114 del 1998, e l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande devono essere svolte senza alcun vicolo di iscrizione in Registri abilitanti e senza il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attività commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio.
Il Comune, in sostanza, non dovrà più attendere il parere favorevole della Commissione per dare il proprio via libera e o il diniego per rilasciare la licenza all’apertura di pubblici esercizi, quali: bar, ristoranti, tavole calde, ecc.
Pertanto, a decorrere dal 4 luglio 2006, è stato definitivamente abolito il Registro degli esercenti il commercio e soppresse le commissioni comunali.

I pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande sono distinti in quattro tipi:

  • TIPO A – esercizi di ristorazione, per la somministrazione di pasti e di bevande, comprese quelle aventi un contenuto alcoolico superiore al 21 per cento del volume, e di latte (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari);
  • TIPO B – esercizi per la somministrazione di bevande, comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticceria e gelateria, e di prodotti di gastronomia (bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari);
  • TIPO C – esercizi di cui ai tipi A e B, in cui la somministrazione di alimenti e di bevande viene effettuata congiuntamente ad attività di trattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari;
  • TIPO D – esercizi di cui al tipo B, nei quali è esclusa la somministrazione di bevande alcooliche di qualsiasi gradazione (caffetterie). Gli esercizi di cui sopra hanno facoltà di vendere per asporto le bevande nonché, per quanto riguarda gli esercizi di cui alla lettera a), i pasti che somministrano e, per quanto riguarda gli esercizi di cui al TIPO B, i prodotti di gastronomia e i dolciumi, compresi i generi di gelateria e di pasticceria. Nei medesimi esercizi, il latte può essere venduto per asporto a condizione che il titolare sia munito dell’autorizzazione alla vendita prescritta dalla legge 3 maggio 1989, n. 169 , e vengano osservate le norme della medesima.

Queste tipologie di esercizi, così come strutturate dalla legge n. 287/1991, sono oggi da considerare superate.
Tutte le nuove leggi regionali sulla somministrazione di alimenti e bevande hanno, infatti, unificato le diverse tipologie previste dalla legge n. 287/1991 in un’unica tipologia così definita: esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione (Cfr. normativa regionale).
Resta però l’obbligo di inquadramento definito dalle lettere indicate e che andrà comunicato in sede di apertura al registro imprese.

Pagamento

Non si accettano carte di credito si può pagare con bonifico o in contanti. Il prezzo comprende il diploma e la divisa ufficiale della scuola. Il diploma che rilasciamo è un certificato come quello di altre scuole private.

Non vi è un certificato di panettiere riconosciuto a livello istituzionale, se qualcuno afferma il contrario dubitate.